
L'Azienda Agricola F.lli Cigliuti di
Cigliuti Renato è ubicata sulle dolci colline
della frazione Serraboella, a Neive, un paese
della bassa Langa, sito ad una altitudine di
circa 350 m. slm.
È una cantina a conduzione famigliare,
fondata alcune generazioni fa, a quanto risulta
in documenti rinvenuti nella proprietà. Ciò
significa che già il nonno di Renato lavorava
la terra e coltivava viti. In seguito presero
le redini dell'Azienda il papà Leone e lo zio
Romualdo, che diedero il nome F.lli Cigliuti
alla ditta, nome che si è tramandato,
nonostante il titolare sia Renato, con la
moglie Dina e le figlie Claudia, la maggiore e
Silvia.
Fino al 1964 il reddito era costituito dalla
vendita di uva, vino sfuso, nocciole e altre
colture tipiche della zona. A partire da quella
data si iniziò ad imbottigliare un vino
prodotto con uve selezionate, destinato per lo
più ad una clientela locale.
Nel 1974 cominciarono i rapporti con
acquirenti tedeschi, poi si aprì il mercato
negli Stati Uniti, in Svizzera e in Austria.
Oggi la maggior parte della produzione va
all'estero.
Il terreno ha un'estensione di circa 9
ettari, in parte di proprietà e in parte in
affitto. Di questi, 6 ha sono adibiti a
vitigno, mentre il resto, situato in zone non
adatte alla coltura della vite, è destinato a
noccioleti e seminativo.
A sud ovest, zona maggiormente esposta al
sole e con un terreno tuffoso e calcareo
vengono impiantate viti di Nebbiolo Michet e
Dolcetto, mentre a sud est, dove il terreno è
argilloso limoso, si coltiva la Barbera.
Il vigneto viene lavorato ancora molto
artigianalmente e i trattamenti
antiperonosporici vengono fatti con prodotti
essenzialmente a base di rame, arricchiti con
zolfo in polvere. A fine luglio si effettua il
diradamento per favorire una maturazione più
completa e la vendemmia viene fatta molto
scrupolosamente, selezionando i grappoli
migliori per il vino che andrà in bottiglia.
La vinificazione e la fermentazione seguono
ancora il metodo tradizionale, anche se le
botti di cemento sono state sostituite da
quelle in acciaio. Per l'invecchiamento sono
invece riservate botti in rovere di Slavonia,
più adatte per tale importante funzione.
Negli ultimi anni si è sperimentato, con
successo, un nuovo vino composto dal 50% di uve
Nebbiolo e dal 50% di uve Barbera, invecchiato
per circa 15 mesi in barrique nuovi, denominato
Briccoserra.