
Con
una tradizione vinicola alle spalle che risale
al XII secolo non è compito facile dare una
svolta alle attività di famiglia. Giovanni
Ricasoli-Firidolfi ha assunto questa
responsabilità difficile e nello stesso momento
piacevole, per condurre l'azienda familiare nel
prossimo millennio, prendendo in mano questa
splendida realtà vitiolivicola ben affermata
con i suoi prodotti tradizionali sui mercati
mondiali, conscio del fatto che nel
mondo attuale non bisogna mai fermarsi, ma
sempre puntare verso obiettivi maggiori ed
incrementi qualitativi, senza perdere di vista
la tipicità dei prodotti della zona ed il
rispetto della tradizione.
Come ormai è ben noto
a tutti, la qualità del vino nasce in vigna. Di
conseguenza i primi sforzi sono stati
indirizzati soprattutto nella coltivazione
della vite. La densità di piantagione dei nuovi
vigneti, infatti, è aumentata notevolmente da
3.300 a 5.500 viti/ha con i vigneti di recente
impianto. Essi sono stati provvisti
principalmente dei vitigni Sangiovese e
secondariamente Merlot, un vitigno
internazionale che dà ottimi risultati in
questa zona della Toscana, esprimendo tutti i
pregi della sua potenzialità sui terreni di
medio impasto, abbastanza sciolti, di buona
fertilità e con un buon contenuto di scheletro. Ma il cammino verso un ulteriore salto di
qualità del Castello di Cacchiano non si ferma
qui; negli anni a venire è previsto un
ulteriore e progressivo ringiovanimento delle
vigne piantate negli anni '70 in modo da
aumentare non solo la qualità del vigneto
(selezione clonale, forma di allevamento,
ecc.), ma anche la gestione e la produttività
dello stesso, senza rinunciare all'altissima
qualità delle uve provenienti dagli attuali 25
ettari di vigneti, tutti accorpati intorno al
castello stesso nell'altipiano di Monti nel
comune di Gaiole in Chianti.
Ricerche scientifiche hanno confermato l'importanza del terroir,
dell'attento lavoro nel vigneto e della ponderata limitazione
delle rese, una convinzione lungamente sostenuta da Giovanni
Ricasoli-Firidolfi.
All'importanza del terroir va aggiunta la corretta
interpretazione dello stesso al fine di contraddistinguere una
certa zona e, soprattutto, le caratteristiche particolari delle
singole annate.