
Le
origini del Castello Vicchiomaggio, chiamato in passato Vicchio
dei Longobardi possono essere datate verso il V sec. La sua
ubicazione sulla cima di una collina dominante la Val di Greve, è
stata nel corso dei secoli una posizione strategica privilegiata.
Infatti, nel Medio Evo il castello ha avuto un ruolo di difesa
determinante per Firenze nei conflitti avvenuti con Siena. Nel
rinascimento all'originario nome Vicchio fu posposta la parola
Maggio, a ricordo delle feste del Calendimaggio.
Il Castello è riportato nelle carte del grande maestro Leonardo
da Vinci, che durante un soggiorno nella Val di Greve vi fu ospite
nel periodo in cui dipinse la "Monnalisa". Al castello, sostò
anche Francesco Redi dove compose i versi della sua opera "Il
Bacco in Toscana" (1685).
Il vino è sempre stato prodotto al castello e i suoi attuali
proprietari, John e Paola Matta, sono dediti a
mantenere questa tradizione, iniziata secoli
addietro. Diversi stili sono prodotti e variano
dal tradizionale all'innovativo. Per ottenere
questo, tutto il terreno è stato rigorosamente
classificato secondo la tipologia e
l'esposizione e tutti i vini recano in
etichetta il nome del proprio vigneto.Il vino è un aspetto fondamentale delle attività del
castello. Degustazioni e visite alle cantine sono possibili tutto l'anno.
La "Cantinetta San Jacopo" è sempre aperta per coloro che desiderano
degustare e acquistare i vini e l'olio.
Si possono prenotare visite per
ammirare le storiche cantine del V sec. che si allungano nei sotterranei
del castello. All’interno delle cantine spicca un magnifico bassorilievo
raffigurante San Giorgio, al quale le cantine sono dedicate, opera dello
scultore fiorentino Mannucci.