
Nell'epoca longobarda tutta la Val di Cornia
era soggetta ai Duchi di Lucca: essa faceva
parte del Waldo o Gualdo del Re di cui parla
Papa Gregorio VII nella bolla in cui stabilisce
i confini della diocesi di Massa Marittima. La
parola Gualdo, derivante dal nome originario
tedesco Wald, significa un'estensione di
territorio boschivo. In seguito stette più
particolarmente ad indicare un luogo delizioso
riservato all'uso speciale del suo signore. «E
in vero - come dice il Falchi - il Gualdo del Re
della Val di Cornia era un'estesissima
superficie comprendente quanto di più bello e
più attraente offriva la Maremma. (da "Suvereto" di Luigi Giannecchini e
Vinicio Sguazzi, 1972).
L'azienda ha un 'estensione di circa 40
ettari. I vigneti sono situati in media
collina, circa 100 m. sul livello del mare, su
terreni di natura ciottolosa, argillosa, a
bassa fertilità che unitamente alla luminosità
ed al particolare microclima, fanno del
territorio di Suvereto una nicchia ecologica a
forte vocazione per vini di grande struttura.
La vite viene allevata nelle forme
tradizionali, a Guyot e cordone speronato
tradizionale con bassissima carica di gemme per
ha.: la densità degli impianti è di 6.500
piante per ha. E non viene effettuata nessuna
pratica irrigua, sebbene i vigneti soffrano una
leggera siccità estiva. Particolare cura viene
rivolta a tecniche colturali, sistemi di
lavorazione, concimazioni e trattamenti
antiparassitari atti a migliorare la qualità
delle produzioni.