
La famiglia Bortolin, con l'esperienza accumulata da generazioni
di vinificatori, si dedica ancora oggi alla coltivazione della vite
ed alla vinificazione.
Già nel 1542 Zan Bortolin coltivava a Santo Stefano di Valdobbiadene 17 appezzamenti di terreno, con una produzione
di 20,5 conzi di vino (1 conzo corrisponde a circa 1
ettolitro), ottenendo un prodotto degno delle mense dei Re.
Fra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, Valeriano Bortolin
(detto Nano Sordo) partecipò a numerose mostre e
manifestazioni vinicole, ottenendo ovunque diplomi e
riconoscimenti.
Nel 1950 i Fratelli Bortolin continuano la loro evoluzione,
iniziando a spumantizzare i vini prodotti nei propri vigneti,
in una costante e continua ricerca. È una ricerca soprattutto
della qualità, a discapito della quantità, ma con la certezza
di dare al consumatore un prodotto ineccepibile sotto tutti
gli aspetti.
I continui riconoscimenti e le soddisfazioni commerciali di
questi ultimi anni attestano che i Fratelli Bortolin, con la
coerenza che contraddistingue tutta la loro storia, hanno
visto giusto, con una scelta che è stata premiata nel tempo.