
Le "Cantine del Dominio di Bagnoli" furono edificate dai
conti veneziani Widman Rezzonico e fanno parte di uno
dei maggiori complessi monumentali del padovano; questo
fu progettato dall' architetto Baldassarre Longhena e
comprende villa, teatro, granai, cantine ed adiacente
chiesa.
Gli edifici furono costruiti nel XVI secolo, riutilizzando in
parte un preesistente convento e cantine benedettine del 1300.
La storia della produzione vitivinicola nel Dominio è
però ben più antica, risale infatti documentatamente al 954,
anno in cui il duca longobardo Almerico donò il "Dominio di
Bagnoli" all'ordine dei Benedettini.
Già nel '700 il vino di Bagnoli era reputato tra i
migliori dell'entroterra veneziano e fu decantato da
poeti e scrittori illustri del tempo quali Carlo Goldoni
e Ludovico Fasto'; quest'ultimo scrisse un ditirambo
intitolato "EI vin Friularo de Bagnoli".
La cantina ha continuato ad essere all'avanguardia nelle
attrezzature e nelle tecniche di vinificazione, mantenendo l'
ottima reputazione di cui gode, in Italia ed all'estero.
Il Dominio di Bagnoli ha mantenuto la sua unità terriera nei
secoli, e comprende oggi più di mille ettari di seminativo; le
sue produzioni principali oltre a quella dell'uva sono: grano
duro, grano tenero, orzo, riso, granoturco, soia, barbabietole
da zucchero, erba medica e pioppi.
Con i prodotti ed i sottoprodotti delle coltivazioni vengono
anche allevati circa 5.000 vitelloni da carne all'anno; le razze
allevate sono prevalentemente "Charolais " e "Limousine".
Caratteristiche dell'uva "Friulara"
L'uva "Friulara" ha una spiccata acidità sia tartarica (8/10 g/l) che malica
(4/6 g/l) che caratterizza il vino conferendogli una particolare fruttuosità.
La buccia è tenace, molto colorata e ricca di tannini. Recentenlente, da
ricerche fatte dall'Università di Padova, si è scoperto che quest'uva ha un
elevato contenuto di "Revesterolo", sostanza che si è scoperta utilissima
nella lotta contro i tumori. È curioso notare che l'uva "Friulara", quando
vinificata in rosso conferisce al vino un gusto caratteristico di "Marasca"
(Ciliegia selvatica) e un aroma di violetta; quando vinificata in rosato sia
il gusto che gli aromi sono di mela verde e quando vinificata in bianco ne
risultano aromi di pesca e di albicocca; questa particolarità indica che parte
degli aromi primari sono legati agli antociani responsabili della sua
colorazione.
Il vin friularo, note storiche
Abbiamo notizie di coltivazione di vite a Bagnoli in epoca
romana.
Nel X secolo, i monaci Benedettini e nel XII, i frati di S.
Spirito, vi svilupparono la viticoltura e vi costruirono cantine
con capacità di oltre 10.000 hl. Nel XVI secolo venne descritto
specificatamente il "Vin Friularo", decantato da poeti quale
il Ruzzante
e poi nel XVII e XVIII secolo da Goldonj e Pastò; quest'ultimo
scrisse nel 1778 'un "Ditirambo" intitolato "EI Vin Friularo de
Bagnoli". Il "Friularo" era un vino molto importante per l'economia
della "Repubblica Serenissima":
infatti questa tipologia era considerata molto pregiata e definita "Vin
da Viajo", ovvero era un vino che i Veneziani trasportavano
sulle navi della Serenissima grazie alla sua
capacità di resistere ai maltrattamenti dei
viaggi in nave.
Nel XVII secolo i Conti Widmann acquistarono le proprietà del
clero e resero famoso il vin friularo sia presso la Serenissima,
di cui erano fornitori, che all'estero.
Attualmente la tenuta del Dominio di Bagnoli è di Proprietà
della famiglia Borletti.